Le 6 tendenze del 2021 per il Project Management

Con l’avvento di tecnologie innovative e nuovi stili di leadership, il Project Management sta subendo cambiamenti ed evoluzioni significative.

Maggiore dipendenza dai team digitali e remoti

Grazie ad una sempre maggiore diffusione di internet, il cambiamento di paradigmi aziendali, l’ascesa della gig economy, etc., l’efficacia di un gruppo non è più dipendente dalla vicinanza fisica dei suoi elementi.

Sebbene la tendenza del lavoro a distanza fosse già in ascesa, la pandemia da SARS-CoV-2 ha decisamente accelerato questa transizione, provocando un trasferimento dal piano fisico a quello digitale senza precedenti. 

Negli USA, si stima che più della metà dei lavoratori continueranno ad adottare il telelavoro ed alcune grosse aziende (Microsoft, Google, Amazon, etc.) hanno già reso questa modifica permanente. 

Collaborazione spontanea, team building, allineamento al progetto e altre attività di gestione progetto possono essere trasferiti dall’ambiente fisico a quello digitale o remoto andando a sfruttare gli enormi vantaggi che ne derivano, uno su tutti la flessibilità ed il vantaggio di poter attrarre talenti da tutto il mondo. 

Poiché è altamente probabile che il lavoro a distanza prosegua anche dopo la fine della pandemia, è importante avere a che fare con professionisti pronti ad abbracciare l’innovazione ed i suoi benefici. 

Per esempio, io mi sto attrezzando per aprire un ufficio in VR. 

Una connessione più stretta tra progetti e strategia 

Tradizionalmente, il Project Management è uno strumento organizzativo utilizzato per lavorare al fine di raggiungere degli obiettivi o perseguire un particolare risultato; il progetto è un’impresa temporanea con un inizio e una fine ben definiti e il ruolo del Project Manager è quello di guidare il progetto fino al suo completamento. 

Tuttavia, negli ultimi anni questa professione ha iniziato ad espandersi ed avere connotati più strategici, venendo inserito all’interno di iniziative più ampie. 

La gestione del programma o del portafoglio progetti è diventato un meccanismo di propulsione per l’innovazione strategica all’interno dell’organizzazione. 

Gestione di progetto e gestione del cambiamento 

Nel corso del tempo, un’organizzazione può subire diversi cambiamenti organizzativi che possono variare da piccoli aggiustamenti ai processi interni fino alla completa revisione di prodotti, servizi, strategia o organizzazione aziendale. 

Con l’emergenza da COIVD19 molte realtà sono state costrette ad abbracciare iniziative di cambiamento sostanziale anche influenzando progetti già esistenti. 

Come mostrato nell’ultimo Project Management Survey condotto dall’International Project Management Association (IPMA), il 63% delle organizzazioni conduce progetti che includono almeno una qualche forma di Change Management ma solo il 30% di queste ritiene che le proprie capacità di gestione siano “molto” o “estremamente” efficaci. In questo senso, una gestione dei progetti ibrida, flessibile, non più incentrata sul metodo ma sul cliente ed i risultati che desidera ottenere, è sicuramente maggiormente efficace. 

L’emergere di approcci ibridi alla gestione dei progetti 

Quando ho iniziato a muovere i miei primi passi nel Project Management, i project manager, e più in generale le organizzazioni di cui facevano parte, erano soliti perseguire tutti i progetti secondo un’unica metodologia. 

Devo dire che non è cambiato molto: possono cambiare i metodi ma rimane la tendenza ad affidarsi solo ed esclusivamente ad un unico framework seguendo la moda del momento. 

Personalmente da anni utilizzo un approccio ibrido, utilizzando Praxis Framework unito alle conoscenze di altre metodologie quali Kanban, Agile, Scrum. 

Sebbene vi siano indubbi vantaggi nell’acquisire competenze verticali su un unico metodo, per puntare all’eccellenza ed evolvere la propria figura professionale è necessario familiarizzare con tutte le principali metodologie oggi in uso e quelle che stanno prepotentemente ritagliandosi il loro spazio.

Enfasi sulle cosiddette “Soft Skills”

I Project Manager necessitano di un certo livello di capacità analitiche e organizzative per essere efficaci nel loro ruolo, ma il nostro non si esaurisce con il completamento dell’ambito del progetto e dei documenti di budget. 

Parte integrante del nostro lavoro è la comprensione delle persone e di come gestirle per farle rendere al meglio delle loro possibilità. 

Per questi (ed altri) motivi, possedere una gamma efficace di “soft skills” può essere altrettanto importante quanto possedere le hard skills associate alla disciplina. 

Il rapporto “Pulse of the Profession” del Project Management Institute (PMI) ha rilevato che la maggior parte delle organizzazioni considera ugualmente importanti le hard e le soft skill. I dati del rapporto “Future of Jobs” del World Economic Forum evidenziano la necessità di possedere abilità sociali, classificandole come una delle competenze fondamentali ricercate dalle aziende: una tendenza in costante crescita e che esploderà con l’avvento dell’IA. 

L’impatto dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati

Come qualsivoglia settore, il Project Management sarà altamente influenzato dalle capacità dal trittico tecnologico del ventunesimo secolo: Intelligenza Artificiale, Machine Learning e Big Data.

Molte delle attività che oggi ricadono sul Project Manager (l’allocazione delle risorse, il bilanciamento del progetto e gli aggiornamenti di pianificazione e budget, ed in generale tutte le attività incentrate sull’amministrazione di progetto) saranno automatizzate.

Anche in questo caso, l’evoluzione della professione passa dall’abbracciare questo cambiamento al fine di rendere un servizio sempre migliore: automatizzando le attività a basso valore aggiunto, il Project Manager può concentrare le sue energie in tutte le altre attività fondamentali, meno “meccaniche” e maggiormente “sociali” che sono il vero spartiacque tra il fallimento di un progetto ed il raggiungimento degli obiettivi stabiliti.

Parafrasando Fabio Moioli, con cui ho avuto l’onore di scambiare due chiacchere qualche giorno fa, oggi l’intelligenza artificiale è utilizzata come l’elettricità al suo debutto ovvero per fare le stesse identiche cose in maniera più efficiente.

IA è molto più che automazione: è percezione ed evoluzione del processo produttivo per come lo conosciamo oggi.

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